
Si racconta che il proprietario di questa sontuosa villa in stile liberty, agli inizi del Novecento, uscì per una battuta di caccia ma, non avendo incontrato nessuna preda interessante, fece ritorno prima del solito. La moglie non gli si era fatta incontro come al solito, difatti la trovò al secondo piano, dove si stava intrattenendo in atteggiamenti inequivocabili con un giovane stalliere che da qualche tempo era divenuto il suo amante. L’uomo uccise i due a colpi di fucile e poi, accecato dalla rabbia e dalla gelosia, si tolse la vita con l’ultimo proiettile.
Una villa di inizio novecento vicino ad un mulino abbandonato, un moglie fedifraga, un marito folle di gelosia ed un brutale omicidio-suicidio, questi sono gli ingredienti di una storia che da anni affascina gli abitanti di Lomellina e non solo.
La notorietà di Villa Cerri può essere paragonata a quella di un’altra tenuta, Villa di De Vecchi, spesso al centro di storie di streghe, spettri e fantasmi, meglio conosciuta nel mondo dell’occultismo come “La Casa Rossa”, ma questa è una storia che abbiamo già raccontato.
La pianura padana, con il suo clima cupo e umido, è lo scenario perfetto per questo genere di storie, cupe, tristi e misteriose.
Siamo nell’estate del 1912 ed il proprietario di Villa Cerri è di ritorno da una delle tante giornate passate a caccia e nella sua tenuta farà una scoperta che gli stravolgerà la vita.
Non era la prima delle giornate che l’uomo passava fuori di casa e la moglie, sentendosi sola, trovò conforto tra le braccia dello stalliere. Tra i due fu passione improvvisa e travolgente e, si dice, andasse avanti da un po’ di tempo.
Torniamo a quella sera.
Il proprietario della tenuta torna nella sua dimora in mezzo ai campi di riso dopo una battuta di caccia, l’uomo è esperto e la caccia ha portato i suoi frutti, vuole festeggiare.
Arrivato alla porta di ingresso però non c’è nessuno ad attenderlo, ci sarebbe dovuta essere la sua bella e giovane sposa, ma la moglie non c’è, almeno non li, infatti si trova qualche piano più su tra le braccia del giovane stalliere. Il proprietario della tenuta, perde la testa e decide di lavare col sangue il tradimento e, con due colpi di fucile, uccide la sposina e l’amante, poi forse per il rimorso, o per qualche altro motivo, gira l’arma verso di sè e preme il grilletto per la terza volta.
Tutti in paese conoscono la storia del delitto passionale consumato tra le risaie del Pavese, è così che nasce la leggenda dei fantasmi della Villa degli amanti a Lomello.
Si racconta che, dopo questa terribile disgrazia, la tenuta è passata di proprietà a diverse famiglie, ma tutte sono fuggite dopo poco, terrorizzate da malevole presenze e fenomeni paranormali.
Si dice che esitano un gran numero di persone pronte a giurare di avere visto in occasione dell’anniversario del massacro strani bagliori provenire dalla tenuta.
Negli anni cinquanta, due coniugi di cui non si conoscono le generalità, acquistarono la casa, ma dopo un periodo travagliato, si dice che siano stati spinti al suicidio da forze malvage, anche il figlio si impiccò; poco dopo la villa divenne propietà della famiglia Cerri, ma purtroppo nei primi anni settanta il loro unico figlio rimase vittima di un tremendo incidente d’auto ed i Cerri decisero di vendere e trasferirsi altrove, da allora la villa è disabitata.
Un’atmosfera misteriosa aleggia ancora oggi attorno alla casa, purtroppo alla base della maledizione della villa, c’è una storia inventata, perchè l’affascinante racconto degli amanti, in realtà, non è mai accaduto.
Villa Cerri venne costruita alla fine degli anni Venti, una prova è la cartolina inviata da Pietro Cerri nel 1931 per mostrare ad amici e parenti la foto della sua proprietà di nuova costruzione.