
Palazzo Dario, ormai meglio conosciuto come Ca’ Dario, è un tipico edificio in stile veneziano su cui graverebbe da secoli una maledizione: i proprietari della Casa verrebbero brutalmente uccisi, muoiono suicidi o periscono per “strane” cause accidentali.
La bellezza architettonica di Ca’ Dario contrasta con la sua fama di “palazzo maledetto”, nomea rilanciata da un articolo del Gazzettino degli anni settanta del Novecento e poi dalla stampa nazionale, che volle attribuire una connessione tra la presunta maledizione dell’edificio e il tragico destino di molti dei suoi proprietari. Questa leggenda, seppur priva di riscontri storici completi, avrebbe origini lontano nel tempo, ovvero quando Marietta, la figlia di Giovanni Dario, morì trentaduenne e probabilmente suicida nel Canal Grande a seguito dell’espulsione dal Consiglio dei Dieci del marito Vincenzo Barbaro e dal conseguente tracollo economico, che culminò con la sua uccisione ordita in un probabile complotto, mentre il loro figlio secondogenito Giacomo morì in un analogo agguato a Candia, durante una spedizione militare nell’isola di Creta. Secondo la leggenda riportata in vita dal Gazzettino, queste tre presunte morti ravvicinate fecero scalpore fra i veneziani del tempo, che addirittura reinterpretarono l’iscrizione posta sulla facciata anagrammando la dicitura VRBIS GENIO IOANNES DARIVS e trasformandola in SVB RVINA INSIDIOSA GENERO (in latino: “Io genero sotto un’insidiosa rovina”). Pertanto la dicerìa comune sulla presunta maledizione dell’edificio prese a diffondersi fino a sospettare che abbia mietuto molte probabili vittime.