
La Casa del Violino è difficile da trovare, ma se chiedete in paese tutti sapranno darvi indicazioni. L’edificio è così chiamato perché un tempo era abitata da un giovane e noto musicista, che si esercitava tutti i giorni con grande passione. Purtroppo, morì dopo una lunga e grave malattia, e la casa rimase disabitata per molto tempo. Pare, però, che il suo violino iniziasse a suonare da solo: chi entrava e restava a soggiornare presso la casa anche per pochi giorni ha affermato che alcune notti il violino del musicista, seppur chiuso in una bacheca, cominciava a suonare, accompagnato da inquietanti urla, probabilmente quelle del fantasma del violinista che ancora “abitava” nella casa.
Chiunque abbia sfidato la paura e sia rimasto una notte all’interno della Casa del Violino, giura di aver visto il violino uscire dalla custodia in cui era stato posto e iniziare a suonare da solo.
La storia della Casa del Violino
Si narra che molto tempo fa un giovane musicista abitasse in quella che oggi è conosciuta come la Casa del Violino. Pare che il giovane dedicasse gran parte delle sue giornate all’arte del violino, immergendosi in lunghe sessioni di pratica senza quasi mai lasciare le mura di casa.
Un giorno, però, il dolce suono del suo strumento non echeggiò più per le strade del piccolo borgo, e gli abitanti, consapevoli della sua assidua pratica, si preoccuparono. Decisero così di recarsi alla casa del musicista per accertarsi che tutto fosse a posto. Dopo essere entrati nell’abitazione, poiché allarmati dalle mancate risposte alle voci e ai colpi alla porta, gli abitanti trovarono un tragico scenario: il corpo del giovane giaceva senza vita sul pavimento, vittima delle complicazioni di una malattia grave.
Il violino, amato e apprezzato da tutti nel borgo, riposava nella sua custodia, esposto in una bacheca. Per rispettare il ricordo del giovane musicista, gli abitanti decisero di non toccarlo, lasciandolo intatto nel suo luogo d’onore.
Una tetra leggenda
Dopo la scomparsa del giovane violinista, la Casa del Violino rimase desolata per un lungo periodo, ma ben presto incominciarono ad accadere eventi strani e inquietanti. Si racconta che il violino, pur rimanendo chiuso nella sua custodia all’interno della casa, iniziò a emettere melodie senza che nessuno lo toccasse. Gli abitanti del borgo furono i primi a udire questi suoni misteriosi, e le testimonianze iniziarono a diffondersi rapidamente.
Sempre più curiosi iniziarono ad avventurarsi nella Casa del Violino, alcuni osando trascorrervi una notte intera. Le loro narrazioni hanno degli aspetti tetri e oscuri: raccontavano che il violino, apparentemente animato da una forza invisibile, si liberava dalla sua custodia e intonava dolci melodie che si diffondevano per le vie del paese.
Tuttavia, la serenità delle note musicali presto si trasformò in grida di terrore. Si diceva che il fantasma del giovane violinista vagasse ancora per la sua dimora, manifestandosi non solo la musica ma anche attraverso urla spaventose. La leggenda si arricchì ulteriormente quando emersero ipotesi sinistre: alcuni ipotizzavano che il giovane musicista non fosse solo un virtuoso del violino, ma anche un assassino.
La Casa del Violino divenne così un centro di mistero e narrazioni horror, dove il confine tra realtà e leggenda si dissolveva in un vortice di suggestioni oscure. E ancora oggi, tra le mura di quella dimora, si dice che le urla terrificanti e i lamenti persistano, portando con sé il sinistro richiamo di una storia avvolta nell’ombra.